A tutta Birra in Villa 2016

Qualche settimana fa nella cornice vanvitelliana di Palazzo Calvanese a Castel San Giorgio si sono dati appuntamento i brewers campani per birra in villa, la kermesse della birra artigianale organizzata da Alfonso del Forno di Union birrai.Per i gustini appassionati, “Birra in villa” è un osservatorio privilegiato per fare il punto sulla scena brassicola campana. Numerosi sono I birrifici che hanno animato la manifestazione e numerosi i curiosi  ed appassionati accorsi per degustare le creazioni dei brewers campani, segno di un forte interesse ed entusiasmo per la birra artgianale anche in Campania. La scena brassicola campana sta diventando sempre più vivace, sia in termini numerici, per il numero di birrifici e di ettolitri prodotti, sia per la varietà di stili in cui i mastro birrai si cimentano. Tra fedeltà alla tradizione e sperimentazione, con un occhio di riguardo per le peculiarità del territorio in cui operano, i birrifici campani stanno riscuotendo anche il plauso degli addetti ai lavori, ottenendo ambiti riconoscimenti.Il nostro viaggio nell’homebrewing campano inizia da quelli probabilmente più rappresentativi. Ad aprire le danze ci pensa la GAIRLOCH, scotch ale firmata  Birrificio dell’Aspide (Rocca d’Aspide, CE), premio “grande birra” slow food, proseguendo con Karma di Mario Cimmino, Serro Croce di Vito Pagnotta, e il Birrificio Sorrento, solo per citare quelli più conosciuti. Accanto ai birrifici che già da anni operano sul territorio campano, c’è spazio anche per “le nuove proposte”, tra cui segnaliamo il birrificio “Sti Malti” di Casal di Carinola, che con la sua STAFRESCA ci propone una Blanche, nel segno della migliore tradizione belga.  Per STI MALTI, menzione speciale anche per l’originalità del packaging e per i simpatici giochi di parole che danno il nome alle lore creazioni. Ci spostiamo di qualche kilometro per trovare a Crispano il Birrificio Felix. Il Felix è un brewpub, produzione con mescita annessa che per l’occasione si presenta con  una birra affumicata, smoked,  nata in occasione del decimo anniversario del  pub  annesso al birrificio, il Trincanotte, dove potete assaggiare direttamente dal produttore al consumatore le birre di loro produzione.Da Caserta e Napoli ci spostiamo nel salernitano,ed esattamente ad Olevano sul Tusciano, sui Monti Picentini dove troviamo il Birrificio Agrado, che  in un elegante confezione ci presenta La bionda, una pilsner essenziale nata per accompagnare delle tranquille serate in pizzeria, prodotta con l’acqua di monti Picentini, dove ci tiene a spiegarci Fabio Gloriante, confluiscono le acque sorgive di ben cento diversi fonti.Sempre rimanendo in provincia di Salerno, nel Vallo di Diano, troviamo Il “Birrificio del Vallo”. Nato nel 2008 a Buonabitacolo, paese situato nel Vallo di Diano, il Birrificio del Vallo ha il suo biglietto da visita nella “Rudeboy”, letteralemte ragazzo rude,  una stout con l’anima raggae. Ed infatti, in questa birra, insignita nel 2015 con il primo premio slow food “gran birra” per la sua categoria, il mastobirraio, Domenico La Punta ha unito le sue due grandi passioni: la birra ed il reggae.A completare il viaggio salernitano, ci pensa il birrifcio Fiej. Nato a Castelnuovo Cilento, il FIEJ che in dialetto cilentano significa “fiera del bestiame”, un riferimento al posto in cui è sorto questo birrificio in cui storicamente si teneva una delle più importanti fiere di bestiame della zona e che ritroviamo rappresentato sulle etichette delle birre di Stefano e Carmen Ridolfi, ha allietato il nostro percorso gustativo con Unaforte, ispirata alle belgian strong ale, aromatizzata con anice stellato, ed Unaspecial, belgian ale con miele di castagno del Cilento, a rimarcare il forte legame tra birra e  territorioDal salernitano passiamo all’Irpinia dove troviamo il Birrificio Irpino di Avellino che ci offre l’occasione per provare un’italian grape ale (IGA). L’italian grape ale è stato di recente inserito nella Style Guidelines da parte del BJCP, come  primo stile birraio tutto italiano. E dove se non in Irpinia, terra a forte vocazione vinicola poteva prodursi una birra nata dall’incontro tra i grani e il mosto d’uva, nel caso di specie il fiano delle cantine Di Meo. Si segnala sul tema IGA anche la Elia del Birrificio Sorrento che mescola mosto di aglianico e mosto di birra.Dall’irpinia passiamo alla bassa irpinia dove ad Avella troviamo Lievito e Nuvole che ci presenta l’unicum della sua collezione, la IPA che in ricetta prevede l’aggiunta del sale, e che con la sua Belgian strong ale “la permier blu” arricchisce la guida grande birre d’Italia 2017 di slow food.Sempre rimanendo in tema di ale si segnala il birrificio di Pomigliano d’arco Crazy Brewer’s che chiude il nostro viaggio nel segno della tradizione offrendoci la ergot, IPA per antonomasia. di Candida Di Palma   Gallery: 

Candida Di Palma
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