Birrificio Borbonico

Tipologia Azienda: 
A Nola, nel cuore della movida giovanile, tra baretti con birre industriali a 2 euro, c’è qualcuno, come Pasquale, che nel suo locale "drink hole 24", esibisce un cartello “qui si beve artigianale”.

La birra artigianale di cui al cartello è quella birra del birrificio borbonico, realtà tutta locale, come del resto si intuisce dal nome “borbonico”, e da quel logo con la cartina geografica dell’italia da Roma in giù, che non lasciano nessun mistero sulla provenienza del prodotto.  
Un’etichetta nuova che nel novembre 2015 ha accettato due sfide pesanti: fare una buona birra artigianale e fare impresa al sud. Sfida che sembra destinata ad essere vinta! Ed infatti, nonostante i pochi mesi di vita, il birrificio borbonico ha già venduto le prime cinquemila bottiglie, puntando molto sulla distribuzione locale, e sulla varietà del prodotto, proponendosi al pubblico, con birre, luppoli americani e belgi, che cercano di andare incontro a palati diversi. Si parte dalla Silver, credo il prodotto più riuscito nella sua semplicità, una pilsner beverina che stupisce per la brillantezza e la tenuta in bicchiere. Schiuma compatta e sottile, gradevole al palato e non invasiva. La si può degustare – anche nella versione alla spina - con fritture di paranza tipiche partenopee, sfizi fritti di pane e, abbinamento suggerito, anche con pasti complessi come la pizza. Per passare a birre più impegnative, come la Belgian Blonde Ale, anch’essa proposta sia in bottiglia che alla spina, con il suo gradevole gusto caramellato di zucchero candito e una leggera speziatura, e la “your amber”, la rossa di fuoco (9,5%) pensata per un pubblico giovane, sempre più amante delle birre con valore alcolico sostenuto, che si presenta in una confezione in bottiglia da 33 cl. dal look molto accattivante.
La varietà e la qualità del prodotto, unite all’entusiasmo e all’intraprendenza di Andrea Notaro e Decio Sommese, fanno di questo birrificio una realtà ambiziosa con ottime prospettive di crescita, grazie anche alla scelta di distribuire il prodotto nel posto meridionale per eccellenza: la pizzeria. Una scelta ardita che vuole diffondere il verbo “qui si beve artigianale” anche presso un pubblico più vasto e meno avezzo ad una bevuta più complessa. E chissà, e noi ce lo auguriamo, che i borboni, un giorno, non riescano a conquistare l’altra metà dello stivale ;)
 
di Candida Di Palma