Avv. Olga IzzoRubriche

Te le do io le Bollicine 2026: al Nabilah il brindisi che racconta l’eccellenza del gusto campano

Ci sono eventi che non si limitano a mettere insieme grandi chef, eccellenti cantine e splendide location. Ci sono eventi che diventano il racconto di un territorio, della sua cultura e della sua capacità di fare rete. “Te le do io le Bollicine”, giunta quest’anno alla sua XVI edizione, appartiene senza dubbio a questa categoria.

Nella suggestiva cornice del Nabilah di Bacoli, tra il mare dei Campi Flegrei illuminato dal tramonto e il tintinnio dei calici, AIS Napoli ha celebrato la conclusione del proprio anno sociale con una manifestazione ormai diventata un punto di riferimento per il panorama enogastronomico campano e nazionale.

L’edizione 2026, ispirata al motto “Chi vuol esser lieto sia”, ha saputo coniugare perfettamente cultura del vino, alta cucina, formazione e convivialità. Un evento costruito attorno alla qualità, capace di coinvolgere sommelier, giornalisti, produttori, chef, ristoratori e centinaia di appassionati in un percorso sensoriale di altissimo livello.

La manifestazione ha rappresentato anche un importante momento istituzionale per l’Associazione Italiana Sommelier – Delegazione Napoli, con la consegna dei diplomi ai nuovi Sommelier e ai partecipanti al primo corso Champagne Specialist, confermando la vocazione formativa che da sempre caratterizza AIS.

Particolarmente emozionante il ricordo dedicato a Luca Iannuzzi, figura molto amata dalla delegazione, cui è stato rivolto un sentito omaggio nel corso della serata, a testimonianza di come il mondo del vino sia fatto anche di relazioni umane, memoria e condivisione.

Il percorso gastronomico ha accompagnato gli ospiti attraverso un viaggio che ha saputo raccontare la migliore cucina campana e le sue contaminazioni contemporanee: aperitivi d’autore, cucina mediterranea, interpretazioni stellate, pizza contemporanea, arte bianca, eccellenze casearie e grande pasticceria si sono alternate in un itinerario studiato nei minimi dettagli.

Oltre cento etichette tra spumanti e Champagne hanno impreziosito la degustazione, guidata dai sommelier AIS, trasformando ogni abbinamento in un’esperienza culturale oltre che sensoriale.

Da cronista del gusto, ma soprattutto da appassionata, mi sono piacevolmente “sacrificata” iniziando il percorso con un Cordiale di percoca acidificata, mezcal (distillato di agave) e Prosecco, un cocktail fresco, equilibrato e sorprendentemente armonico, accompagnato da un raffinato panino al nero di seppia con tonno, firmato Villa Raiano.

Ho poi proseguito con la focaccia di Essenzia, arricchita da anatra stracotta, gel al limone e kimoshi, dove intensità e freschezza hanno trovato un equilibrio davvero convincente.

Immancabile la sosta da Valentino Buonincontri, anima del Bertie’s, che ha proposto un tacos capace di conquistare fin dal primo morso: tartare di manzo, capperi, olive, pomodoro cuore di bue, maionese di acciughe e zest di limone, un perfetto gioco di consistenze e sapidità.

Tra i primi piatti mi ha conquistata lo Scialatiello alle vongole con sprint al lime del Nabilah, una preparazione elegante, profumata e perfettamente bilanciata, autentica delizia per gli occhi e per il palato.

Sorprendente anche “La Deliziosa”, una pasta frolla salata con tartare di cernia, maionese al lime e nocciola, raffinata nella costruzione e ricca di personalità.

Superlativo il tonno scottato del Riccio di Bacoli, esaltato da una cottura impeccabile che ne preservava morbidezza e sapore, mentre Cucina Flegrea ha stupito con un originale babà alla Nerano, capace di reinterpretare con creatività uno dei simboli della tradizione campana.

Immancabile una sosta al Caseificio Franzese, autentico protagonista a bordo piscina, dove la qualità della materia prima ha confermato ancora una volta il valore dell’eccellenza casearia campana.

E, a un certo punto, è arrivato il momento di arrendersi. Non certo per mancanza di proposte, ma semplicemente perché il palato avrebbe voluto continuare mentre lo stomaco chiedeva una tregua.

Un limite piacevole, quando la qualità supera perfino la capacità di assaggiare tutto.

Quanto alle cantine, sarebbe impossibile citarle tutte senza rischiare di dimenticare qualcuno. L’elenco completo dei produttori partecipanti testimonia il prestigio di una manifestazione che continua ad attrarre alcune tra le realtà più importanti del panorama vitivinicolo italiano e internazionale.

Se quest’anno avete scelto di non esserci, spero che questo racconto vi faccia cambiare idea. “Te le do io le Bollicine” non è soltanto un evento dedicato al vino: è un’esperienza che unisce territorio, cultura, ospitalità e alta gastronomia in una delle cornici più affascinanti della Campania.

Un plauso finale va alle amiche Grazia Guarino e Maria Consiglio Izzo, il cui instancabile lavoro organizzativo, fatto di passione, competenza e attenzione ai dettagli, continua a rendere questa manifestazione un appuntamento imprescindibile nel calendario enogastronomico regionale.

Perché, in fondo, ci sono eventi che si raccontano. E altri che si vivono. “Te le do io le Bollicine” appartiene certamente alla seconda categoria.