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Il gusto che riunisce le Due Sicilie: a Tenuta Villa Guerra la tradizione si fa narrazione identitaria

Ci sono serate che non si limitano ad essere una cena, ma diventano un racconto. Un viaggio nella storia, nella cultura e nell’identità di un popolo attraverso il linguaggio universale della cucina. È questo il senso più autentico dell’evento “Il Regno delle Due Sicilie”, andato in scena il 22 luglio nella splendida cornice di Tenuta Villa Guerra, sede del Josè Restaurant a Torre del Greco.
Non una semplice cena , ma un vero e proprio manifesto gastronomico, capace di dimostrare come la cucina possa spogliarsi della sola dimensione estetica per tornare ad essere memoria, cultura e appartenenza.
Accolti con la consueta eleganza dello staff del Josè Restaurant, abbiamo avuto il privilegio di vivere la serata nella meravigliosa veranda immersa nel verde, circondata dagli ulivi secolari che fanno da cornice alla villa. Un luogo che trasmette immediatamente serenità e bellezza, dove il tempo sembra rallentare e ogni dettaglio contribuisce a creare un’atmosfera esclusiva.
La struttura è un autentico gioiello di ospitalità. Le numerose sale interne raccontano un perfetto equilibrio tra storia e contemporaneità: opere d’arte, arredi ricercati, materiali naturali, dettagli di design e richiami alla tradizione si fondono armoniosamente, restituendo agli ospiti un ambiente raffinato, caldo e mai eccessivo. Passeggiare tra gli ambienti di Tenuta Villa Guerra significa vivere un’esperienza estetica prima ancora che gastronomica.
Non è casuale che questa dimora storica, intrisa di fascino settecentesco, sia stata scelta per raccontare il Regno delle Due Sicilie. Campania e Sicilia, un tempo unite sotto un’unica corona e storicamente identificate come i territori “al di qua e al di là del Faro”, tornano simbolicamente ad incontrarsi attraverso la cucina, valorizzando le proprie radici comuni e riaffermando il valore delle tradizioni gastronomiche del Sud Italia.
L’intero percorso degustazione, ideato dallo Chef Antonio La Cava, è stato costruito come un ideale ponte culinario tra il Vesuvio e la Sicilia, sostenuto da un impeccabile percorso enologico curato dal Sommelier Salvatore Maresca e dalla Food & Wine Consultant Simona Cacopardo, con protagoniste Tenuta Scuotto, rappresentata da Adolfo Scuotto, e la storica cantina siciliana Intorcia.
La serata si apre con un elegante Marsala Tonic, raffinata reinterpretazione contemporanea del più celebre vino liquoroso siciliano. Fresco, aromatico e perfettamente bilanciato, introduce immediatamente il tema della serata: la tradizione che si rinnova senza perdere la propria identità.
Andando avanti con una Zuppetta tiepida di zucchine, fiori di zucca croccanti e crudo di gamberi.
Il primo assaggio racconta l’estate mediterranea nella sua espressione più autentica. La dolcezza della zucchina viene esaltata dalla temperatura tiepida della preparazione, mentre il gambero crudo regala iodio, eleganza e morbidezza. I fiori di zucca croccanti introducono una piacevole componente testurale che completa un piatto delicato ma perfettamente costruito.
L’abbinamento con Vigne Mie 2025 IL GRILLO della cantina Intorcia accompagna con freschezza la dolcezza del crostaceo, valorizzandone la naturale eleganza.
E come dice Francesco “ chi beve il grillo va sano e va tranquillo”

A seguire Ricciola marinata, arancia arrosto, capperi e consistenze di pomodoro
Un piatto di grande equilibrio tecnico. La ricciola conserva tutta la propria delicatezza grazie ad una marinatura misurata; l’arancia arrosto aggiunge note agrumate e leggermente caramellate, mentre capperi e pomodoro, proposto in differenti consistenze, regalano profondità aromatica e una raffinata alternanza tra acidità e sapidità.
Qui emerge tutta la personalità del Fiano 2024 di Tenuta Scuotto, e se e vero “chi beve il FIANO va lontano … “ parafrasando Adolfo Scuotto direi l che questo FIANO 2024 è di straordinaria finezza minerale e ha accompagnato il pesce senza coprirne le sfumature, amplificandone la persistenza gustativa.

E’ stato il momento della nota Pasta mista, totani e patate, probabilmente il piatto che più di ogni altro ha raccontato il senso dell’intera serata. Il match che si legge anche nell’inversione dei vini rispetto ai piatti , Sicilia vs/ Campania immancabilmente !
Un grande classico della cucina povera e marinara campana che rifiuta qualsiasi artificio per rivendicare con orgoglio il valore della memoria gastronomica. La pasta mista, simbolo delle cucine di casa, ha incontrato la cremosità naturale delle patate e la consistenza dei totani, dando vita ad un piatto che emoziona prima ancora di stupire.
L’abbinamento con Vigna Rara 2024 di Intorcia e’ stato azzeccatissimo ha accompagnato la struttura del piatto con eleganza, senza alterarne il perfetto equilibrio, un vino estremamente caratterizzante .

Ventresca di tonno ed estratto di cipolle altro connubio , più SICILIA che Campania la ventresca, taglio più nobile del tonno con la sua naturale morbidezza ha trovato nell’estratto di cipolla una dolcezza concentrata capace di bilanciare la componente grassa del pesce, dando vita ad un secondo essenziale, elegante e di grande personalità. In abbinamento arriva Oi Nì 2022 di Tenuta Scuotto, vino strutturato e complesso che sostiene con carattere la ricchezza aromatica della ventresca, senza mai sovrastarla.

Buio della serata a sorpresa ha stupito la brioches col TUPPO e gelato al blu di bufala con gelsi rossi servito con una FALANGHINA Tenuta SCUOTTO che ci ha sorpresi

dulcis in fundo immancabile Cannolo con ricotta e albicocca Pellecchiella, il culmine narrativo della serata firmato dal Pastry Chef e patron Antonio Confuorto.
Qui il dessert ha smesso di essere semplice conclusione del percorso gastronomico ed è’ diventato manifesto dell’intero progetto culturale. Il tradizionale cannolo siciliano ha incontrato la straordinaria albicocca Pellecchiella del Vesuvio, in diverse consistenze cotta in osmosi e ricreata sia in fettine sia in gel all’interno del piatto , frutto di una marinatura speciale a base di timo e rosmarino . In un solo morso ho sentito Sicilia e Campania, il mare e il vulcano, la ricotta e il sole del Vesuvio. Una sintesi perfetta del tema della serata, servito con Marsala Vintage 2016, INTORCIA , riportando simbolicamente il Marsala ad aprire e chiudere il sipario di questo viaggio enogastronomico, come autentico testimone liquido di una storia condivisa.
L’intero percorso dimostra come la collaborazione tra Tenuta Scuotto e Intorcia non sia stata un semplice esercizio di abbinamento enologico, ma un vero dialogo culturale tra due territori accomunati dalla stessa identità mediterranea. I vini di Tenuta Scuotto, in particolare il Fiano 2024 e l’Oi Nì 2022, hanno interpretato con straordinaria eleganza il carattere della cucina dello Chef La Cava, accompagnando ogni piatto senza mai sovrastarlo, ma valorizzandone aromi, consistenze e persistenza.
La vera innovazione, oggi, risiede probabilmente nel coraggio di tornare alla terra. Ed è questo il messaggio più autentico che il Josè Restaurant ha saputo trasmettere. In un’epoca dominata da una cucina sempre più globale, la vera eccellenza consiste nel saper raccontare il proprio territorio con autenticità, senza inseguire effetti scenografici fini a sé stessi.
Il Regno delle Due Sicilie è così tornato a vivere, per una sera, a Torre del Greco. Non come semplice rievocazione storica, ma come esperienza culturale e gastronomica capace di ricordarci che un grande piatto non è soltanto tecnica: è memoria, identità, appartenenza. Prima ancora di nutrire il corpo, sa parlare al cuore.

Olga izzo
CLUB DEL GUSTO